Chi lo può sostenere: Albo A e Albo B

Chi può sostenere l’Esame di Stato in Psicologia?

Iniziamo col dire che esistono due varianti dell’esame, una rivolta alle lauree quinquennali (3+2), finalizzata all’iscrizione all’Albo A degli psicologi ed una rivolta alle lauree triennali, finalizzata all’iscrizione all’Albo B degli psicologi.

ALBO A DEGLI PSICOLOGI

Possono sostenere l’esame ed ottenere l’abilitazione all’esercizio della Professione di Psicologo (e conseguente iscrizione all’Albo A) tutti coloro che, dopo aver svolto un tirocinio professionalizzante complessivo di 1 anno, sono in possesso di uno dei seguenti titoli:

  • i laureati nella classe 58/S (DM 509/99) o laurea magistrale LM 51(DM 270/04) ed hanno svolto e concluso regolare tirocinio
  • i laureati in Psicologia secondo il vecchio ordinamento didattico, (previgente la riforma di cui al D.M. 509/99) e che hanno svolto regolare tirocinio.

Chi è e cosa fa lo Psicologo?

Secondo l’articolo 1 della Legge n.56 del 1989 sull’Ordinamento della professione di Psicologo, l’attività dello Psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende inoltre le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.

Per chi non lo sapesse, per esercitare la professione di Psicologo non basta l’aver superato l’Esame di Stato. Una volta che si è in possesso del titolo, infatti, si deve fare esplicita richiesta presso il proprio Ordine di appartenenza regionale e formalizzare così la propria iscrizione all’Albo A.

Ad esempio, se hai sostenuto e superato tutte le prove dell’esame presso l’Università di Roma La Sapienza, il tuo Ordine di riferimento è L’Ordine degli Psicologi del Lazio. Vedremo più avanti come fare per iscriversi all’Ordine.

E lo Psicoterapeuta? Facciamo un po’ di chiarezza

Lo psicoterapeuta è il professionista psicologo, o anche medico che ha conseguito una specifica formazione professionale di durata almeno quadriennale, presso una scuola pubblica o privata riconosciuta. L’abilitazione all’esercizio della psicoterapia avviene ai sensi dell’articolo 3 della Legge n.56 del 1989.

Per lo psicologo, ne consegue che per esercitare la professione di psicoterapeuta è necessario essere iscritti all’Albo A.

ALBO B: DOTTORE IN TECNICHE PSICOLOGICHE

A partire dal 5 giugno 2001, in base al DPR n. 328 è stato stabilito che anche chi è in possesso della laurea triennale, dopo aver effettuato un tirocinio professionalizzante di sei mesi e superato l’apposito esame di stato, può iscriversi alla sezione B dell’Albo degli psicologi. Nello specifico possono iscriversi:

  • i laureati nella classe 34 (DM 509/99) che hanno svolto e concluso il tirocinio semestrale previsto dall’art. 53 del D.P.R. 5/06/2001 n. 328;
  • i laureati nella classe L24 (DM 270/04) che hanno svolto un tirocinio semestrale post-lauream;
  • i laureati nella classe 58/S che hanno svolto e concluso il tirocinio annuale previsto dall’art. 52 del D.P.R. 5/06/2001 n. 328;
  • i laureati nella classe LM-51 (DM 270/04) che hanno svolto e concluso il tirocinio annuale post-lauream valido ai fini dell’iscrizione all’albo professionale;
  • i laureati secondo il vecchio ordinamento didattico in Psicologia.

Chi sostiene e supera questo esame ottiene il titolo di Dottore in tecniche psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro oppure Dottore in tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità. Va specificato che, chi ottiene questo titolo, non può esercitare la Professione di Psicologo.

Chi è e cosa fa il Dottore in Tecniche Psicologiche?

Nello specifico, ai sensi della Legge n.170 dell’11 Luglio 2013, chi ha conseguito il titolo di Dottore in Tecniche Psicologiche può svolgere le seguenti attività professionali:

Settore delle Tecniche Psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro:

  1. Realizzazione di progetti formativi diretti a promuovere lo sviluppo delle potenzialità di crescita individuale e di integrazione sociale, a facilitare i processi di comunicazione, a migliorare la gestione dello stress, e la qualità della vita;
  2. Applicazione di protocolli per l’orientamento professionale, per l’analisi dei bisogni formativi, per la selezione e la valorizzazione delle risorse umane;
  3. Applicazionedi conoscenze ergonomiche alla progettazione di tecnologie e al miglioramento dell’interazione tra individui e specifici contesti d’attività;
  4. Esecuzione di progetti di prevenzione e formazione sulle tematiche del rischio e della sicurezza;
  5. Utilizzo di test e di altri strumenti standardizzati per l’analisi del comportamento, dei processi cognitivi, delle opinioni e degli atteggiamenti, dei bisogni e delle motivazioni, dell’interazione sociale, dell’idoneità psicologica a specifici compiti e condizioni;
  6. Elaborazione di dati per la sintesi psicodiagnostica prodotta dallo psicologo;
  7. Collaborazione con lo psicologo nella costruzione, adattamento e standardizzazione di strumenti di indagine psicologica;
  8. Attività didattica nell’ambito delle specifiche competenze caratterizzanti il settore.

Settore delle Tecniche Psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità:

  1. Partecipazione all’equipe multidisciplinare nella stesura del bilancio delle disabilità, delle risorse, dei bisogni e delle aspettative del soggetto, nonchè delle richieste e delle risorse dell’ambiente;
  2. Attuazione di interventi per la riabilitazione, rieducazione funzionale e integrazione sociale di soggetti con disabilità pratiche, con deficit neuropsicologici, con disturbi psichiatrici o con dipendenza da sostanze;
  3. Collaborazione con lo psicologo nella realizzazione di interventi diretti a sostenere la relazione genitore-figlio, a ridurre il carico familiare, a sviluppare reti di sostegno e di aiuto nelle situazioni di disabilità;
  4. Collaborazione con lo psicologo negli interventi psico-educativi e nelle attività di promozione della salute, di modifica dei comportamenti a rischio, di inserimento e partecipazione sociale;
  5. Utilizzo di test e di altri strumenti standardizzati per l’analisi del comportamento, dei processi cognitivi, delle opinioni e degli atteggiamenti, dei bisogni e delle motivazioni, dell’interazione sociale, dell’idoneità psicologica a specifici compiti e condizioni;
  6. Elaborazione di dati per la sintesi psicodiagnostica prodotta dallo psicologo;
  7. Collaborazione con lo psicologo nella costruzione, adattamento e standardizzazione di strumenti di indagine psicologica;
  8. Attività didattica nell’ambito delle specifiche competenze caratterizzanti il settore.

In conclusione, ora che abbiamo chiarito queste importanti differenze e definito meglio i confini professionali, siamo pronti a preparare una strategia efficace a superare l’esame.

Buon proseguimento!

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